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"Novelle per un anno" di Pirandello

Pubblicato su da Lucia Collo

"Novelle per un anno" di Pirandello

Buongiorno carissimi,

visto il calore con cui avete accolto questa mia nuova avventura, non ci resta che partire alla grande.

Vorrei oggi discutere con voi di un volume che ho posto da qualche giorno sul mio comodino.

Un volume accattivante da gustare a piccoli sorsi che contiene un'antologia di novelle di un autore grandissimo: Pirandello.

Qualche giorno fa girovagando nella mia libreria mi cadde l'occhio su questo volume che giaceva nascosto dietro altre letture.

Partendo dal presupposto che adoro Pirandello e che mi sono riproposta di rileggere alcune delle sue opere questo scritto "cadeva a fagiolo".

Per dirla tutta sono rimasta affascinata dalle novelle che racchiudono in se un mondo e che in breve tempo e spazio ci lasciano in bocca emozioni e riflessioni tra le più diverse ma prima di parlare di ciò che mi ha colpito e dei miei profumi sul testo vorrei lasciarvi qualche sommaria informazione sull'autore.

BIOGRAFIA tratta da Italica

Nasce a Girgenti (oggi Agrigento) nel 1867, da una famiglia borghese. Nel 1891 si laurea all'Università di Bonn. Tornato in Italia, nel 1893 si stabilisce a Roma dove inizia a collaborare a riviste letterarie, per l'interessamento di Luigi Capuana; dal 1897 - ed ininterrottamente fino al 1922 - insegna all'Istituto superiore di Magistero, prima stilistica, poi letteratura italiana. Comincia a pubblicare poesie, saggi, romanzi e novelle (che, a principiar dal 1909, apparivano sul "Corriere della Sera"), per poi affermarsi come autore drammatico nei due lustri seguenti al primo conflitto mondiale. Se "Liolà", "La giara", "Il berretto a sonagli", "Pensaci, Giacomino!", "Così è (se vi pare)", "Il piacere dell'onestà" sono i lavori più significativi del periodo 1915-20, è nel 1921 - anno della prima, sfortunata rappresentazione dei "Sei personaggi in cerca d'autore" - che la fama del Nostro varca i confini nazionali, con il consenso unanime di pubblico e critica. Da ricordare, ancora, i drammi "Vestire gli ignudi" (1923) e "L'amica delle mogli" (1927), dedicati a Marta Abba. Accademico d'Italia dal 1929, nel '34 è insignito del premio Nobel per la letteratura. Muore a Roma nel 1936, mentre sta lavorando a "I giganti della montagna". I tratti salienti dell'arte di Pirandello si presentano sin dalle sue prime prove narrative: se già nel romanzo breve "Il turno" (1895) il gusto dell'autore siciliano pel grottesco corrosivo risulta infatti evidente, ne "L'esclusa" (1901) - storia di una donna cacciata di casa dal marito per un'ingiusta accusa di adulterio e riammessavi proprio quando adultera è diventata - si precisa una visione dell'uomo prigioniero delle convenzioni e smarrito nel dedalo di una verità proteiforme. Tali concetti trovano definitiva sistemazione ne "Il fu Mattia Pascal"(1904) - dove un individuo ritenuto morto cerca invano di crearsi un'identità nuova, finendo per perdere anche l'originaria - e vengono integrati dalle riflessioni contenute nel saggio "L'umorismo" (1908), incentrato sui problemi della creazione artistica. Se "I vecchi e i giovani" (1906) segna un ritorno ai canoni del verismo, nel confronto tra illusioni risorgimentali e scorciatoie cercate dalle nuove generazioni, in "Suo marito" (1911) e "Si gira" (1915) si fa più pessimistico il suo sguardo sull'umanità, ingabbiata nella finzione ed impossibilitata a decrittare il reale. Uguali tematiche si riscontrano nelle sue novelle, raccolte nel 1922 sotto il titolo "Novelle per un anno", e nel suo ultimo romanzo "Uno, nessuno e centomila"(1926).

SIGNIFICATI ED ORIGINI DELLA NOVELLA

La novella è una narrazione in prosa breve e semplice (di modesto respiro), che racconta un'unica vicenda semplice e in sé conclusa, colta nei suoi momenti essenziali, i cui personaggi si possono facilmente ritrovare nella vita quotidiana. Essa nasce, non si sa con precisione dove e quando, nel contesto della letteratura orale. Secondo la teoria orientalista sarebbe sorta in Oriente per poi diffondersi in Occidente verso il XII secolo. La novella non è un genere letterario indipendente, poiché è inglobata all'interno di altri generi. Alla base della struttura che la novella assumerà poi nel Medioevo troviamo l'exemplum, un genere che si potrebbe definire una forma semplice di novella ma che possiamo descrivere anche come a metà strada tra la fiaba e la parabola. Anche l'exemplum è inglobato in altri generi, come la vita dei Santi perché era usato molto spesso dai predicatori con finalità educative e morali. I predicatori se ne servivano allora per ricondurre sulla giusta strada coloro che avevano commesso qualche peccato. La novella sorge più tardi, nell'ambito di culture molto diverse tra loro. Un esempio di novella è quella di Nastagio degli Onesti, scritta da Boccaccio.

Ecco dopo questa prima infarinatura sull'autore e sul significato della novella veniamo al testo.

INTENTO

Pirandello ha pubblicato in volume moltissime raccolte di novelle, che sono sempre però di esiguo numero per ogni libro, e moltissime novelle alla spicciolata sulle più svariate testate giornalistiche o riviste: si contano “Amori Senza Amore” (1894), “Beffe Della Morte E Della Vita” e “Quand’Ero Matto” (1902), “Bianche E Nere” (1904), “Erma Bifronte” (1906), “La Vita Nuda” (1910), “Terzetti” (1912), “Le Due Maschere” (1914), “La Trappola” e “Erba Del Nostro Orto” (1915), “E Domani, Lunedì...” (1917), “Un Cavallo Nella Luna” (1918), “Berecche E La Guerra” e “Il Carnevale Dei Morti” (1919). Nel 1922, tuttavia, il Siciliano decide di progettare un ciclo unico che raccolga ben 365 novelle in 24 libri, poiché l’editore fiorentino Bemporad si è dichiarato disposto a varare un piano editoriale che riorganizzasse l’intero corpus della sua produzione novellistica: sotto il titolo unificante di “Novelle Per Un Anno”, Pirandello si propone una novella al giorno, “per tutt’un anno, senza che dai giorni, dai mesi o dalle stagioni nessuna abbia tratto la sua qualità”, inserendosi nel solco programmatico del “Decameròn” e de “Le Mille E Una Notte”, in cui un numero fisso di novelle viene raccontato in un preciso tempo, quasi come un rituale magico ed affabulatorio. Da quell’anno, il 1922, sino al 1937, l’anno successivo alla sua morte, escono allora ben quindici volumi di novelle, subentrando anche la casa editrice milanese Mondadori nella pubblicazione degli ultimi libri, ma il ciclo rimane comunque incompiuto per la morte dell’autore (benché non siano mancati i proseguimenti ad opera di diversi curatori successivi, dato che il numero richiesto di novelle per quel novero di libri è stato comunque scritto vivente l’autore). I quindici tomi usciti in questo periodo, tuttavia, non sono una semplice ristampa delle raccolte pubblicate in precedenza, né tantomeno un loro semplice riordino con qualche integrazione: Pirandello, da buon umorista, si è divertito a rimescolare le carte, a smembrare i libri vecchi ed a confonderli, a cambiare i titoli, a togliere alcune novelle dalle raccolte e ad inserirne altre mai pubblicate se non sui quotidiani, cosa che diviene un’operazione commerciale, volendo offrire qualcosa di sempre nuovo al lettore.

PROFUMO DI RECENSIONE

Sono sicura che avrete anche solo sentito parlare della novelle di Pirandello, fosse solo un ricordo scolastico.

Le novelle di Pirandello sono dei piccoli microorganismi che racchiudono in se vita visi e virtù di un 'epoca non troppo lontana dalla nostra.

Vi si ritrovano cliché tra i più frequenti, finali inaspettati e amare conclusioni che non lasciano indifferenti, che fanno riflettere, che danno spunti di dialogo, che disegnano uomini e donne legati e rilegati nelle loro esistenze.

Impiegati, donne, contadini, tutte le categorie cadono vittime del radar dell'autore e ad ognuna di essa viene data una sentenza e una resistenza.

Senza ombra di dubbio le novelle sono eccellenze in miniatura, piccoli mondi nei quali rispecchiarsi, coi quali condividere gioie e dolori.

Ogni personaggio è descritto nei più piccoli particolari e vive come fosse reale con le sue passioni e le sue tentazioni.

Insomma dubito che non le conosciate ma se foste alla ricerca di uno spunto dal quale partire per conoscere questo straordinario autore, io vi consiglierei di leggere alcune di queste novelle.

Sono tantissime le novelle che mi hanno colpito tra cui "L'avemaria di Bobbio";

"Colloqui coi personaggi"; "La mosca" ma vorrei lasciarvi qui sotto la novella dal titolo "La patente" perchè credo rispecchi una situazione drammaticamente attuale

La trama de "La patente" tratta da wikipedia

Il protagonista della novella è Rosario Chiarchiaro, un uomo scacciato dal banco dei pegni per essere stato considerato uno iettatore. I superstiziosi temono talmente gli influssi della malasorte che egli apporta che, al suo passaggio, fanno i più svariati segni scaramantici: toccano il ferro, fanno il gesto delle corna.

Agli occhi del giudice D'Andrea sembra che Chiarchiaro abbia querelato due giovani che in sua presenza hanno fatto "gli scongiuri di rito": ma non è così. Nell'ufficio del giudice, Chiarchiaro, per lo stupore di D'Andrea, arriva vestito come un perfetto menagramo. Il protagonista dichiara che non ha nessuna intenzione di far condannare i due giovani: il suo obiettivo è invece quello di ottenere una patente di iettatore con cui pretendere di essere pagato per evitare i suoi malefici. Infatti Chiarchiaro, stanco della "schifosa umanità", vuole ora vendicarsi sfruttando la superstizione popolare imponendo una tassa che nessuno al suo passaggio rifiuterà di pagare pur di stornare il malocchio da sé e vendicarsi così dei suoi persecutori attraverso un rocambolesco rovescio delle parti.

Se la trovate integra leggetela tutta è grottescamente spassosa.

Il mio profumo termina qui ora aspetto le vostre condivisioni, le vostre proposte , le vostre recensione e perchè no le vostre critiche.

Qualunque cosa vogliate condividere è ben accetta fate come foste nel vostro salotto a discutere di questo tema.

Vi aspetto grazie a tutti.

A presto.

"Novelle per un anno" di Pirandello

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emanuela 01/12/2014 17:37

solo leggerti mi ha riportato indietro anche se nn di molto. ai tempi in cui la lettura non era ferma su un comodino.e sono contenta che tu abbia deciso di ripercorrere con noi questo stupendo cammino

giusy 01/11/2014 12:16

che tuffo nel passato mi hai fatto fare!!!! con mia grande fortuna (oggi l'apprezzo davvero molto!) ai tempi delle scuole superiori avevo la prof d'italiano che adorava Pirandello....cosi' ci ha sempre fatto studiare le sue opere.....e per le vacanze ci suggeriva sempre dei libri di questo autore da leggere! Io che già all'epoca amavo leggere ho sempre ascoltato i suoi consigli per cui conosco moltissime di queste novelle e ricordo ancora bene quella della patente! storie che francamente se mi ci fai pensare...oggi sono ancora molto attuali!
andro' in cantina dei miei a recuperare i miei vecchi libri! grazie per questo nuovo blog....lo adorooooooooooooooooo

Micol 01/11/2014 03:22

Una proposta di spessore firmata da un grande nome della letteratura italiana! Ammetto di non averla mai letta ma trovo irresistibile la tua presentazione per cui mi rifarò quanto prima!

anna santese 01/11/2014 01:06

non ho mai letto questo libro ma altri scritti da Pirandello si...mi son piaciuti moltissimo.

Rebecca Marco 01/10/2014 23:55

Hai scelto un grande autore per inaugurare il nuovo blog! Ricordi scolastici non troppo lontani mi riportano alla mente i romanzi 'Il Fu Mattia Pascal', "Uno, Nessuno, Centomila", adoravo l'antologia! La tua recensione ha risvegliato la voglia di rileggere qualche novella di Pirandello! Cercherò la raccolta completa.