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I viaggi di Gulliver

Pubblicato su da Lucia Collo

I viaggi di Gulliver

Buongiorno carissimi,

iniziamo la discussione di oggi con un romanzo che coniuga fantasia e satira in una squisita allegoria dell'Inghilterra e della Francia settecentesca nonché nell'animo umano, scritto sotto pseudonimo da Jonathan Swift nel 1726( riveduto nel 1735): I viaggi di Gulliver.

TRAMA tratto da wikipedia

Il libro si apre con un breve preambolo nel quale Gulliver si presenta, come d'uso nei libri dell'epoca, e fornisce un breve sunto della sua vita e degli avvenimenti precedenti ai suoi viaggi. Sappiamo dunque che si tratta di una persona di mezza età, di classe borghese, versato nella medicina e nella conoscenza delle lingue, con una grande passione per i viaggi.

Il primo viaggio viene intrapreso dal protagonista per mancanza di denaro, quindi decide di imbarcarsi su una nave come chirurgo di bordo. Salpato dal porto di Bristol il 4 maggio 1699, naufraga a causa di un terribile temporale su una terra sconosciuta agli uomini, dopo sette mesi di navigazione. Al suo risveglio si trova legato da uomini alti circa 15 centimetri, abitanti delle isole vicine di Lilliput e Blefuscu (che l'analisi critica identifica, rispettivamente, come allegorie dell'Inghilterra e della Francia del tempo), divise fino al fratricidio da un'annosa e irresolubile controversia sul modo più corretto di rompere le uova, se dalla parte più grossa o da quella più piccola (allegoria delle dispute religiose tra cattolici e anglicani).

Dopo aver dimostrato che era pacifico (venuto in pace) e giurato fedeltà all'Imperatore, a Gulliver vengono offerti alloggio e cibo e viene accolto nel grande palazzo. Le sue osservazioni sulla corte di Lilliput (modellata su quella di Giorgio I) mettono in ridicolo le lotte tra le varie fazioni, rappresentate dalla rivalità tra "tacchi alti" e "tacchi bassi" (i partiti Whig e Tory), gli intrighi di corte, i metodi con cui viene conquistato il potere e la fiducia del sovrano, insistendo sulla corruzione dei tempi presenti rispetto a un luminoso passato.

Anche se aiutò i Lillipuziani a sconfiggere Blefuscu, Gulliver si rifiutò di aiutarli ancora una volta a rendere schiavi il popolo vicino. Dopo questo episodio, i sovrani lo considerano ingrato e soprattutto l'Imperatrice, sua nemica giurata dal momento in cui Gulliver ha salvato il Palazzo da un incendio con la propria urina. Lo scatenarsi di congiure di palazzo (nelle quali si continuano a ritrovare paralleli con la storia personale di Swift) fa sì che Gulliver venga dichiarato un traditore e condannato a una lenta agonia per fame.

Avvertito di ciò, Gulliver decide di fare una visita presso i sovrani di Blefuscu per sfuggire alla sentenza prima che venga annunciata. Mentre la notizia giunge a Blefuscu, una nave passa dalle parti di Blefuscu e così Gulliver decide di imbarcarsi con la speranza di ritornare indietro a casa.

5 maggio, 1699 — 13 aprile, 1702

Parte II - Brobdingnag

Gulliver a Brobdingnan in un dipinto di Richard Redgrave.

Tornato in mare, a bordo di questa nave, Gulliver viene abbandonato dai suoi amici e ritrovato da un contadino gigantesco alto circa 22 m (la scala di Lilliput è 1:12, quella di Brobdingnag è simmetrica, 12:1). Questo lo esibisce come fenomeno da circo facendo così molto denaro, finché la Regina, lo chiamò a Palazzo. Una delle sue tante avventure più nota è la lotta con le vespe giganti che lui, in condizioni piccolissime, temeva molto. Gulliver dopo va a visitare il Palazzo e così conosce l'imperatore, con il quale parla di argomenti molto sofisticati.

Nel corso di un viaggio al mare, la sua 'scatola da viaggio' viene ghermita da un'aquila gigante e quindi abbandonata in mare. Gulliver si butta in mare e successivamente verrà salvato da una nave di passaggio che lo riporterà per la seconda volta in Inghilterra.

20 giugno 1702 - 3 giugno 1706

Parte III - Laputa, Balnibarbi, Glubbdubdrib, Luggnagg e il Giappone

Gulliver scopre l'isola volante di Laputa.

Tornato in Inghilterra decide di partire con una nave di un suo vecchio amico comandante, la Hopewell, diretta verso le Indie Orientali. La nave successivamente verrà attaccata da pirati olandesi i quali lo gettano in mare. Quando si sveglia si ritrova su una terra che fluttua: Laputa. Qui tutti si dedicano solo alla musica e alla matematica, ma sono incapaci di applicare queste discipline a fini pratici.

Gulliver viene portato, poi, a Balnibarbi dove, con un commerciante olandese, andranno in Giappone e da qui in Inghilterra ancora una volta. In questa terra vede il mondo portato alla rovina della scienza senza badare ai suoi risvolti pratici (il che costituisce una critica alla Royal Society). Discute di storia con i fantasmi dei personaggi storici più famosi, come Giulio Cesare e incontra gli struldbrugs, degli sfortunati che sono vecchissimi e reietti, anche se immortali. L'immortalità viene qui descritta come una condanna, invece che come una fortuna.

5 agosto, 1706 — 1710.

Parte IV - Gli Houyhnhnms

Il suo quarto ed ultimo viaggio, porta Gulliver nel mondo dei cavalli razionali, gli Houyhnhnms, esseri saggi e molto intelligenti che hanno sviluppato un sofisticato metodo di comunicazione. Essi sono identici ai cavalli però dotati di parola e cervello che usano anche più degli umani. Le loro terre sono ben curate anche se, hanno un unico difetto: ospitano degli esseri brutali, che camminano su due gambe al posto di quattro:Yahoos, uguali e identici di aspetto fisico agli esseri umani, anche se abbrutiti e degenerati, in particolare nei movimenti (il modo di Gulliver di camminare sempre e solo sulle "zampe" posteriori viene considerato dal suo padrone Houyhnhnm una pericolosa affezione).

Essi sono così disprezzati che gli Houyhnhnms aggiungono la parola Yahoo alla fine delle altre parole quando vogliono dare loro un'accezione negativa. Dopo averli visti e scrutati Gulliver inizia a provare vergogna verso la sua razza e capisce l'immensa superiorità degli Houynhnms. Desidera, dunque, vivere con loro per apprendere ciò che conoscono, ma il Concilio Supremo degli Houyhnhnms lo rifiuta, poiché a loro avviso la brutalità Yahoos sarebbe venuta prima o poi allo scoperto, costituendo un grave danno per il loro popolo.

Così Gulliver, una volta esiliato dalle loro terre, si costruisce una zattera per poter tornare in Inghilterra e, una volta tornato a casa, seppur felice di rincontrare sua moglie e i suoi figli, non riesce a sopportare l'odore della razza umana. Impiegherà degli anni per permettere a sua moglie di mangiare nella sua stessa stanza, però sarà comunque vietato ai suoi familiari prenderlo per mano. Apprezza molto la compagnia dello stalliere e il recarsi presso la sua stalla, per percepire nuovamente la vicinanza degli Houyhnhnms.

JONATHAN SWIFT tratto da wikipedia

Swift rimase orfano di padre e fu per questo affidato agli zii. Il 21 aprile 1682, all'età di 14 anni entrò al Trinity College di Dublino[3]. Dopodiché, nel 1688 Swift si trasferì in Inghilterra, dove lavorò come segretario del diplomatico e scrittore William Temple, lontano parente della madre; posto che continuò a occupare - pur con varie interruzioni durante le quali tornò in Irlanda dove venne anche ordinato sacerdote anglicano, più per mantenersi che per sincera vocazione - fino alla morte di Temple avvenuta nel 1699. Dal 1695 al 1696 fu parroco a Kilroot, nell'Irlanda del Nord, ma ben presto fu esentato dall'attività pastorale per le posizioni eterodosse e critiche nei confronti delle religioni.[4]

Conformemente al suo spirito anticonformista, nel 1697 scrisse la Battaglia dei libri (The Battle of the Books), un poema eroico e satirico (sul modello di Alexander Pope) in cui egli prendeva la parola sulla controversia circa la superiorità dei tempi antichi rispetto a quelli moderni, un tema caro alla letteratura del tempo. Per lui tutti i tempi, una volta vissuti, diventano inferiori, e quindi egli considerava superiori i tempi antichi perché ormai non potevano più essere vissuti. Con una satira pungente, inoltre, egli denunciò la finta erudizione dei suoi giorni.

Il successo del suo libro permise a Swift di procurarsi del denaro, col quale riuscì a viaggiare molte volte a Londra: nella capitale inglese conobbe Esther Johnson, meglio nota come Stella, di cui si innamorò ricambiato. Il padre di Stella, un diplomatico amico della madre di Swift, chiese allo scrittore di completare l'educazione della figlia: in tal modo egli riuscì a occuparsi della letteratura senza dover rinunciare alla scrittura e alla lettura. Conteporaneamente, ebbe anche una difficile relazione con Esther Vanhomrigh, detta Vanessa.[5]

Nel 1700 Swift ottenne il vicariato di Laracor e fu nominato canonico della cattedrale di San Patrizio a Dublino; l'anno successivo dopo aver ottenuto il dottorato in teologia al Trinity College si recò in Inghilterra dove pubblicò il suo primo opuscolo politico, A discourse of the Contest and Dissensions between the Nobles and Commons in Athens and Rome.[6]

Nel 1704 pubblicò anonimamente la famosa Favola della botte o della vasca da bagno (Tale of a Tub), una satira in prosa sulle Chiese anglicana, cattolica e calvinista e sulle moderne convinzioni politico-religiose. Scritta tra il 1694 e il 1697, metteva in ridicolo, in maniera originale e divertente, varie forme di pedanteria e di presunzione. Nonostante tale opera fosse stata pubblicata anonimamente, Swift ritenne che questa fosse la causa per la quale divenne inviso alle autorità ecclesiastiche anglicane che gli preclusero la possibilità di una brillante carriera clericale.[7]

Tra il 1707 e il 1709 Swift soggiorna per lungo tempo in Inghilterra con lo scopo di ottenere dalla regina Anna l'estensione al clero anglicano irlandese l'esonero da una tassa concesso al clero inglese, questa permanenza gli permette di venire a contatto con i principali esponenti politici dei partiti tories e whigs.[8]

Nell'ottobre 1710 Robert Harley importante leader del partito tory affida a Swift la redazione del periodico del partito, l' Examiner. Quando, nel 1711 i tories prendono il potere, Swift diventa uno scrittore molto influente, alla redazione dell'Examiner affianca quella di un altro importante giornale politico, lo Spectator. In questi anni è il confidente di Harley, di Henry St John, e l'amico di intellettuali quali Alexander Pope, John Gay e il dottor Arbuthnot, con i quali proprio in quegli anni fonda lo Scriblerus Club.

Nel 1713 diviene il Decano della Cattedrale di San Patrizio a Dublino, anche se aspira a un incarico importante in Inghilterra; il 1º agosto 1714 improvvisamente e inaspettatamente muore la regina Anna, gli whigs fanno salire sul trono il protestante Giorgio di Hannover, i principali protettori di Swift cadono in disgrazia, Harley è rinchiuso nella torre di Londra e St. John fugge in Francia, Swift torna in Irlanda da cui non si muoverà per 12 anni.

Molto probabilmente in questo periodo in Irlanda scrive il suo capolavoro. Nel 1726 e nel 1727 soggiorna più volte in Inghilterra presso il suo amico Pope. Il successo dei Viaggi di Gulliver è enorme, ma a questo si contrappone l'aggravamento della sua malattia uditiva, la Sindrome di Ménière; questo, unito alla morte di Stella nel 1728, renderà Swift sempre più solitario e misantropo.

Swift negli ultimi anni si estraniò completamente dal mondo, polemico con tutti e bizzarro nei comportamenti, e fu spesso ospitato dall'amico Alexander Pope, uno delle poche persone con cui rimase in buoni rapporti. Nel 1742, forse colpito da ictus perse l'uso della parola; alla morte di Pope nel 1744 fu ricoverato all'ospedale di S. Patrizio a Dublino, nell'ala destinata alla cura dei disturbi mentali, dove morì nel 1745, a 78 anni. Postume furono pubblicate le Istruzioni alla servitù. Nel testamento lasciò il suo ingente patrimonio ai poveri, ma ne destinò una gran parte alla costruzione di un manicomio in Irlanda, per ricordare agli abitanti che erano folli e ne avevano bisogno più di qualunque altro popolo.

È sepolto nella cattedrale di San Patrizio a Dublino, accanto all'amata Esther Johnson. Il suo epitaffio in latino, scritto da lui stesso, recita: «Qui è sepolto il corpo di Jonathan Swift, S.T.D. / decano di questa cattedrale / dove l'ira e il risentimento / più non possono divorare il suo cuore. / Va' via passante / e prendilo a modello, se ti è possibile / sii un valoroso dell'umana / libertà vendicatore.»

PROFUMO DI RECENSIONE

Mi sono approcciata alla lettura di questo testo con animo semplice e senza troppe aspettative. Considerato da sempre un libro per ragazzi, volevo anch'io far parte dei meravigliosi mondi e della fantasia dell'autore.

In verità ho scoperto un romanzo apparentemente leggero, che si legge facilmente ma che fa paura per quanto risulti attuale.

Sebbene sia inserito nell'ambito della letteratura per adolescenti, credo che ci sia bisogno di una certa maturità per comprenderlo appieno e per trarne le volute indicazioni.

A parte le parti fantastiche, le descrizioni, i viaggi e le diverse popolazioni, l'autore non fa altro che servirsi dei ragionamenti con altri regnanti per criticare aspramente l'operato, la politica e la sete di potere dell'uomo e della sua patria.

In maniera velata, esaltando il suo paese, ne fornisce un quadro allarmante, dove i governanti, le persone al potere e al governo, non hanno abbastanza qualità morali e si lasciano trasportare dalla corruzione e dal denaro.

Attraverso le sue parole l'autore condanna la politica bellica, le armi da fuoco e la distruzione portata dagli armamenti, ponendo l'accento su quello che dovrebbe essere il modo di regnare e di farsi rispettare, basato sulla deferenza e sulla correttezza.

Insomma un romanzo da leggere assolutamente, per scoprire che dopo 300 anni le paure dei "governati" siano più o meno le stesse di quelle di oggi.

Avrei da dire molte altre cose ma vi toglierei il gusto di scoprirle da voi.

Il mio profumo di recensione termina qui come sempre aspetto le vostre opinioni.

Alla prossima e grazie.

I viaggi di Gulliver

Commenta il post

giusy 03/12/2014 15:46

mi vergogno a scriverlo ma non ho mai letto il libro de I viaggi di Gulliver. Ho visto film e cartoni animati ma mai letto il romanzo. Ora che ho una bimba mi piacerebbe magari farlo insieme a lei! grazie per lo spunto!

katia 03/12/2014 13:29

Non amo tanto questo genere di romanzi... ma le tue descrizioni sono molto dettagliate.... grazie

rosy pezzera 03/12/2014 10:31

un romanzo che ho letto e rileggerò volentieri, mi fa viaggiare anche a me con la fantasia

Simona 03/12/2014 10:05

Questo romanzo mi riporta ai tempi della scuola. Mi piacque talmente tanto che ancora lo ricordo, devo farlo leggere a mia figlia.

emanuela 03/12/2014 06:52

quante volte ho visto il film.devo trovarle per farlo rivedere a mio figlio.come e' bello ,grazie a te,ritornare alle vecchie abitudini...leggere