Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

L'isola di Arturo

Pubblicato su da Lucia Collo

L'isola di Arturo

Buongiorno carissimi,

iniziamo la discussione di oggi con un romanzo conosciutissimo: L'isola di Arturo di Elsa Morante, vincitrice con tale libro del Premio Strega nel 1957. Dal romanzo venne tratto un omonimo film.

TRAMA tratta da wikipedia

Ambientato intorno al 1938. Arturo Gerace è nato sull'isola di Procida e vive lì tutta l’infanzia e l’adolescenza. L'isola racchiude tutto il suo mondo, e tutti gli altri posti esistono per lui solo nella dimensione della leggenda. Passa il suo tempo a leggere storie sugli “eccellenti condottieri”, a studiare l’atlante per progettare i suoi viaggi futuri e a fare fantasie sulla figura del padre che crede il più grande eroe della storia. Tutto ciò che è legato al padre Wilhelm per lui è sacro. Anche gli amici del padre sono per lui delle figure mitiche: il solo fatto di essere stati degni di amicizia li rende ai suoi occhi delle persone straordinarie.

Arturo è orfano della madre, morta nel darlo alla luce, e non ha mai conosciuto una donna: nei momenti di assenza del padre vive esclusivamente in compagnia della sua bianca cagna Immacolatella a cui è molto legato. Quando il padre porta a casa Nunziata, una nuova sposa, Arturo ne è inconsapevolmente attratto e prova sentimenti contrastanti che non riesce a spiegarsi; non riesce nemmeno a chiamarla per nome reputandola, almeno all'inizio, un essere brutto e inferiore e non tollerando che ella possa sostituirsi alla madre defunta. Nelle lunghe assenze del padre sono loro soli a vivere nella grande casa. Nunziata cerca di instaurare un rapporto con Arturo, ma lui, geloso delle attenzioni che Wilhelm le riserva nei primi mesi di matrimonio, oppone un muro impenetrabile.

Tutto cambia quando a loro si aggiunge il piccolo Carmine Gerace, il figlio di Nunziatella e del padre. Durante la notte del travaglio, Arturo sente Nunziata urlare e disperarsi, ha il terrore che, come sua madre, anche la matrigna possa morire di parto. Dopo la nascita del bambino, Nunziatella si dedica completamente a Carmine e Arturo ne diventa terribilmente geloso. Soprattutto invidia al fratellastro il fatto di avere una madre affettuosa, che vive per lui e lo riempe di baci, cosa che in particolare colpisce Arturo, che una madre non l'ha avuta e crede di non essere mai stato baciato. La sua gelosia per la maternità di Nunziata è tale che, per attirare l'attenzione della matrigna, decide di inscenare un suicidio ingurgitando delle pastiglie di sonnifero lasciate incustodite dal padre. La dose ingerita, che Arturo sapeva con certezza non essere sufficiente a uccidere un uomo, si rivela però abbastanza forte per un ragazzo, e il giovane si salva in virtù della sua ottima forma fisica. Così Arturo trascorre circa una settimana a letto, in un torpore surreale durante il quale gode della attenzioni di Nunziatella, sempre al suo capezzale, preoccupata per il figliastro. Appena guarito, Arturo per la gioia le corre incontro e la bacia sulla bocca, chiamandola per la prima volta per nome. Rimane stupito nell'essere rifiutato dalla matrigna e dalla paura che la donna dimostra nei suoi confronti. Arturo nota una sorta di conflitto in Nunziata: la donna è divisa dalla lotta tra la sua volontà, il suo dovere di moglie e cristiana e l'affetto/amore che sicuramente prova per il ragazzo. Nunziata comincia a evitare il figliastro. Inizialmente Arturo si risente per l'allontanamento, non comprendendo nemmeno i propri sentimenti verso Nunziatella.

Ormai evitato dalla matrigna, Arturo fa conoscenza di un'amica di Nunziatella, Assunta, una giovanissima vedova che lo inizia al sesso. In occasione della sua prima esperienza sessuale si rende conto che i sentimenti contrastanti che prova verso Nunziata nascondono anche l'attrazione di un uomo per una donna: infatti, Arturo si morde a sangue il labbro inferiore per impedirsi di gridare il nome della matrigna. Pur non amando Assuntina, Arturo intreccia con lei una relazione, per sfogare l'amore represso verso Nunziatella; quando scopre di non essere l'unico amante della donna,deluso, la abbandona ingiuriandola.

Al ritorno di Wilhelm Gerace a Procida, Arturo, che ha preso l'abitudine di aspettare suo padre ogni giorno al molo come da bambino, vede il padre, che, agitato, gli dice di precederlo a casa. Arturo invece aspetta, stupendosi dell'agitazione e dell'inquietudine di Wilhelm, e scopre che il padre stava aspettando lo sbarco di un carcerato, un giovane bruno, dall'aria strafottente che immediatamente desta l'antipatia e l'odio di Arturo. Wilhelm conduce una vita schiva, ignorando la moglie e i figli; nei suoi disperati vagabondaggi estivi rifiuta perfino la compagnia di Arturo. Un pomeriggio Arturo si imbatte per caso in Wilhelm e lo segue di nascosto, arrivando fino al Penitenziario dell'isola, dove il padre si mette a cantare rivolto a una delle finestre. Non ricevendo risposta, Wilhelm si mette a fischiare in un codice che Arturo pensava essere un segreto tra lui e suo padre. Finalmente, il carcerato si mostra alla finestrella e fischia in risposta, in codice, un insulto: "parodia". Alla vigilia del compleanno di Arturo, rincasando a casa a tarda sera il ragazzo trova il carcerato, Tonino Stella, rilasciato per amnistia e ospite di Wilhelm. Da lui scopre che il padre, ch'egli ha sempre creduto un grande viaggiatore e un eroe, non si allontana mai di molto durante i suoi viaggi.

ELSA MORANTE biografia tratta da wikipedia

Nata a Roma, al n. 7 di via Anicia, trascorse poi la sua infanzia nel quartiere popolare di Testaccio. Figlia naturale d'una maestra ebrea (Irma Poggibonsi, originaria di Modena) e d'un impiegato delle poste (Francesco Lo Monaco), alla nascita fu riconosciuta da Augusto Morante, marito della madre e sorvegliante in un istituto di correzione giovanile, col quale crebbe insieme ai fratelli più piccoli Aldo, Marcello (1916-2005, anche lui scrittore) e Maria (un primo fratello, Mario, morì in fasce prima che lei nascesse).

Morante iniziò giovanissima a scrivere filastrocche e favole per bambini, poesie e racconti brevi, che a partire dal 1933, fino all'inizio della seconda guerra mondiale, furono via via pubblicati, anche grazie ai consigli del critico letterario Francesco Bruno, che la lanciò nel 1935, su varie riviste di diversa natura, tra le quali si ricordano "Corriere dei piccoli", "Meridiano di Roma", "I diritti della scuola" (sulla quale, tra l'altro, uscì in 29 puntate il racconto lungo Qualcuno bussa alla porta), e soprattutto "Oggi" (diretta da Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti, sulla quale scrisse anche con gli pseudonimi di Antonio Carrera e di Renzo o a volte Lorenzo Diodati).

Il suo primo libro fu proprio una raccolta d'alcune di queste sue storie giovanili, Il gioco segreto, pubblicato nel 1941 da Garzanti che fu seguito, nel 1942, da un libro per ragazzi, intitolato Le bellissime avventure di Caterì dalla trecciolina (da lei stessa illustrato e poi riscritto nel 1959 con il titolo Le straordinarie avventure di Caterina).

Nel 1936 conobbe lo scrittore Alberto Moravia che sposò il 14 aprile 1941; insieme incontrarono e frequentarono i massimi scrittori e uomini di pensiero italiani del tempo, tra cui più spesso Pier Paolo Pasolini (nel cui film Accattone fa un'apparizione e col quale viaggiò in India), Umberto Saba, Attilio Bertolucci, Giorgio Bassani, Sandro Penna ed Enzo Siciliano.

Verso la fine della seconda guerra mondiale, per sfuggire alle rappresaglie dei nazisti, Morante e Moravia lasciarono Roma ormai occupata e si rifugiarono a Fondi, un paesino in provincia di Latina a pochi chilometri dal mare. Tale parte dell'Italia Meridionale appare di frequente nelle opere narrative successive dei due scrittori; Elsa Morante ne parla soprattutto nel romanzo La Storia.

Durante questo periodo iniziò a tradurre il diario (Scrapbook) di Katherine Mansfield, la cui influenza è a volte riconoscibile nelle sue opere successive. Dopo la fine della guerra, Morante e Moravia incontrarono il traduttore americano William Weaver, che li aiutò a raggiungere il pubblico americano.

Il primo romanzo che Elsa Morante pubblicò fu Menzogna e sortilegio, uscito presso Einaudi nel 1948 tramite Natalia Ginzburg, e che vinse il Premio Viareggio. Il romanzo fu dunque pubblicato negli Stati Uniti col titolo House of Liars nel 1951 (tradotto da Adrienne Foulke e Andrew Chiappe per interesse di William Weaver, il quale poi avrebbe tradotto da sé La Storia e Aracoeli).

Il successivo romanzo, L'isola di Arturo, uscì in Italia nel 1957 riscuotendo grande successo di pubblico e di critica (vinse il Premio Strega). Ne fu tratto anche un film omonimo, diretto da Damiano Damiani.

Nel 1958 uscirono 16 poesie presso Longanesi col titolo Alibi, tra le quali anche la poesia Avventura, già uscita su "Botteghe Oscure" nel 1951 con il titolo L'avventura.

Durante gli anni sessanta, al principio dei quali, come si è detto, recitò una breve parte come detenuta nel film Accattone di Pasolini, la scrittrice allestì una seconda raccolta di racconti, pubblicata da Einaudi nel 1963: Lo scialle andaluso, in cui confluirono alcuni dei racconti già pubblicati nel Gioco segreto, assieme ad altri più recenti.

Morante e Moravia s'erano separati nel 1961. Elsa Morante in questo periodo frequentò, senza Moravia, anche Luchino Visconti e il pittore newyorkese Bill Morrow (1936-1962, morto precipitando da un palazzo), il critico Cesare Garboli e l'attore Carlo Cecchi (gli ultimi due poi curatori delle sue Opere ne «I Meridiani» di Arnoldo Mondadori Editore).

Elsa continuò a scrivere, sebbene sporadicamente, lavorando in quegli anni a un romanzo che non vide mai la luce, Senza i conforti della religione. Nel 1968 pubblica Il mondo salvato dai ragazzini, un misto di poesia, canzoni e dialoghi e, a partire dal 1971, riprende molti personaggi e temi dal vecchio progetto di Senza i conforti della religione per scrivere La Storia. Il romanzo, ambientato a Roma durante la seconda guerra mondiale, uscì nel 1974 (per sua scelta direttamente in edizione economica, nella collana "Gli struzzi") ed ebbe fama internazionale, ma ricevette anche attacchi spietati da parte di alcuni critici. Luigi Comencini ne trasse uno sceneggiato TV nel 1986, interpretato da Claudia Cardinale. Editor del libro "La Storia", presso la casa editrice Einaudi, fu Elena De Angeli.

L'ultimo romanzo di Elsa Morante fu Aracoeli, pubblicato nel 1982. Ammalatasi in seguito a una frattura del femore, tentò il suicidio nel 1983. Nel 1984 ricevette il Prix Médicis per Aracoeli. Morì nel 1985 a seguito di un infarto dopo una seconda operazione chirurgica.

Postumi, a parte i due volumi di Opere citati, sono stati anche raccolti, a cura di Irene Babboni e Carlo Cecchi, dei Racconti dimenticati, volume che riprende i 14 racconti de Il gioco segreto esclusi da Lo scialle andaluso e alcuni dei racconti dispersi su varie riviste, oltre a 12 brevi fantasie infantili e a un inedito. Nel 2013 Einaudi ne ha ripreso la sezione dal titolo Aneddoti infantili, allargandola a 15. Sono fantasie para-autobiografiche che l'autrice pubblicò in gioventù nella rubrica Il giardino d'infanzia del settimanale "Oggi".

Nel 2012 è uscita una raccolta di 596 lettere di e a Elsa Morante dal titolo L'amata, a cura del nipote Daniele Morante con la collaborazione di Giuliana Zagra[3].

I suoi manoscritti sono conservati alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, che ha ospitato due mostre dedicate alla scrittrice: la prima nel 2006 (Le stanze di Elsa) e la seconda nel 2012 (Santi, Sultani e Gran Capitani in camera mia).

PROFUMO DI RECENSIONE

Questo romanzo nonostante sia conosciutissimo non è per nulla semplice perché ti mette in continua discussione.

In esso si avvertono e si trovano tante tematiche che sono distribuite lungo tutto il corso delle pagine in maniera gratuita e che lasciano il posto a continue domande e interrogazioni.

Prima fra tutti il tema dell'essere orfano, delle buone e cattive madri.

Arturo è orfano dalla nascita perché sua madre l'ha lasciato mentre lo dava alla luce in contrapposizione Wilhelm il padre di Arturo, considera la madre una creatura spregevole e costrittiva.

Altra contrapposizione l'amore vero con l'apparenza dell'amore.

Wilhelm sposa una ragazzina napoletana e la porta a vivere con loro ma lui alla fine è sempre in viaggio e la giovane moglie s'innamora a poco a poco di Arturo come il giovane di lei.

L'amore e la deferenza infinita che Arturo ha verso il padre che crede simile a un dio, intoccabile, fiero, onnipotente contrasta con la visione che di lui hanno gli altri procidani.

Questo romanzo verte su temi duri, su continue contrapposizioni, sui bisogni, sulle esigenze dell' essere umano, sulle loro pecche sulle apparenze e sulle vere realtà in un gioco continuo che coincide con il maturarsi di questo giovane, amante dei libri e delle scoperte.

Avrei da dirvi molte altre cose ma vi lascerei il gusto di scoprirle da voi.

Come sempre aspetto le vostre discussioni, domande, suggerimenti e punti di vista.

Alla prossima.

L'isola di Arturo

Commenta il post

Mariella 04/30/2014 12:56

Mi piace come scrive questa scrittrice, il suo linguaggio è attento, comprensibile e scorrevole.. Non ho ancora letto L'Isola di Arturo, lo segno tra i libri da leggere. Ottima segnalazione.

Carlotta Del Vesco 04/30/2014 12:54

Non conoscevo questo Libro e la trama mi ha colpito...., voglio leggerlo... e ti saprò dire!

Gemma P 04/30/2014 01:34

Un romanzo che ho letto qualch eanno fa e che mi ha appassionato moltissimo! Sarà la trama, sarà lo stile narrativo della Morante ma è un libro che ricordo con grande affetto!

Micol 04/30/2014 01:32

Non so spiegare il motivo, ma solo leggendo la trama di questo libro... mi ritrovo con gli occhi pieni di lacrime che solcano le mie gote! Se solo la trama riesce a passarmi queste emozioni .. è un libro che merita di essere letto!

Rebecca 04/29/2014 23:40

Stavo leggendo recensioni qua e la alla ricerca di un buon libro da leggere quando sono incappata su questo blog. Non conoscevo l'isola di Arturo ma ho trovato così interessanti trama e recensione che credo proprio non potrà mancare tra le mie letture!